CASE HISTORY

Una significativa ed articolata installazione di microcogenerazione è quella realizzata nel sito produttivo del Caseificio F.lli Castellan di Ponte di Piave, in provincia di Treviso. In questo sito non solo ci sono le condizioni tecniche per la cogenerazione ma è un raro ed illuminato esempio di generazione distribuita e smart grid.

Si potrebbe definire un impianto “ibrido”. Il sito necessita di energia elettrica come forza elettromotrice per gli impianti e per i servizi generali e di energia termica per usi sanitari, di processo e di riscaldamento/raffrescamento.
In totale l’utilizzo del microcogeneratore di Share The Power permette, rispetto all’approvigionamento tradizionale di energia, di avere un risparmio nell’uso di energia primaria di circa il 30-40% sull’energia elettrica e termica autoprodotta e di circa 50.000 kg annui di CO2 non immessi in atmosfera, oltre che avere un sistema di approvvigionamento diversificato e sicuro.

Le caratteristiche di questo PROSUMER (sia produttore che consumatore di energia) virtuoso sono per la parte elettrica:

  • presenza di impianto fotovoltaico
  • presenza di impianto di microcogenerazione a gas

Dal punto di vista termico abbiamo invece:

  • impianto di microcogenerazione a gas
  • caldaie a condensazione
  • caldaia a vapore
  • sistemi di accumulo dell’energia termica
  • compressori frigoriferi

Sono dunque presenti sia fonti convenzionali che rinnovabili, che si completano e si integrano fra di loro, realizzando una vera smart grid ed un vero sistema efficiente, dal momento che è ottimizzato non solo il vettore elettrico ma anche quello termico.
Il micro cogeneratore opera come il regista dell’energia all’interno dello stabilimento, in quanto bilancia e programma dal punto di vista elettrico (con funzione di peak shaving e base load) e termico il sito, permettendo un funzionamento efficace anche degli impianti ad energie rinnovabili.
Nella smart grid si realizza l’integrazione degli impianti ad energie rinnovabili e di quelli efficienti. Aumentando anche la quota di energia rinnovabile sui consumi totali.
Il microcogeneratore, alimentato a combustibile gassoso, è interfacciato ed inserito in una architettura di gestione rete. Questa logica fortemente distribuita si sposa perfettamente con la difficoltà di programmazione delle fonti rinnovabili, eolico e fotovoltaico in particolare, nella sostanza la cogenerazione è in grado anche di compensare la non programmabilità dell’energia prodotta da FER, diminuendo i costi di trasporto e dispacciamento.
Il microcogeneratore si può descrivere come un nodo di una rete molto vasta, che richiama una logica già utilizzata dall’informatica e dalle telecomunicazioni, dotato di possibilità di interfaccia con software gestionale per il trading di elettricità dal mercato elettrico spot e dal sistema di accumulo/utilizzo di calore di ogni singola unità, finalizzato ad ottimizzare la produzione di energia, ridurre i costi e l’impatto ambientale.
E’ un sistema quindi in grado di qualificare la filiera ed ottimizzare il crosselling, può essere integrato con altri impianti ( es. FV, domotica etc.) ed infine partecipare alla regolazione attiva della domanda di energia, anche partecipando a bilanciare la regolazione delle reti di bassa tensione, è quindi una ottima opportunità anche per i distributori.