ENERGY LEAKS

Le grandi utility entrano nel mercato della microcogenerazione a gas.

Pisa, 07 Dicembre 2016
Articolo di: Flavio Fabbri

Efficienza energetica, a Pisa primi edifici abitativi autonomi con la micro cogenerazione, uno dei pochi casi in Italia di generazione diffusa applicata all’edilizia residenziale pubblica. Per gli abitanti di Calambrone un risparmio di 6.500 euro in nove mesi ed un taglio di 2.280 kg di CO2. I dati dei consumi direttamente su tablet, smartphone e pc dei cittadini.
Nel Comune di Pisa, per la precisione nella zona conosciuta come Calambrone, si sta portando avanti uno dei progetti più avanzati in Italia di generazione diffusa applicata all’edilizia residenziale pubblica. Si tratta di case popolari che possono sfruttare il potenziale green degli impianti di cogenerazione e risparmio energetico.

In occasione dell’evento dedicato di fine novembre, organizzato dal Comune, Apes ed Enel Energia, sono stati presentati in anteprima i risultati dei primi nove mesi di attivazione dei sistemi di cogenerazione e distribuzione energetica.

Dai dati illustrati, risulta che le bollette sono state più che dimezzate e le emissioni di CO notevolmente diminuite. Nei primi 9 mesi, infatti, l’impianto ha funzionato per circa 4mila ore, producendo oltre 21mila kWh elettrici e 48mila kwh termici utilizzati, sia per riscaldamento, sia per acqua calda sanitaria, consentendo un risparmio di 6.500 euro ed evitando l’immissione in atmosfera di 2.280 kg di CO2.

Come spiegato dai promotori del progetto, gli alloggi sono stati realizzati da Apes, con un investimento di 2.277.000 euro (113mila euro ad appartamento) ed Enel Energia ha installato un impianto di cogenerazione per ridurre il costo di fornitura e contemporaneamente abbattere la CO2 generata dai consumi degli appartamenti.

In pratica, l’energia elettrica viene prodotta dalla trasformazione del gas metano e il calore dissipato dagli impianti per compiere questo processo, invece di essere un limite, diventa una risorsa perché viene utilizzato per riscaldare l’acqua. Si ottiene così un aumento del rendimento e una diminuzione dei costi, anche grazie al minor costo del metano, inoltre il sistema permette di generare quanto si consuma, evitando gli sprechi.

In termini tecnici, ci sono al lavoro due micro cogeneratori con potenza elettrica di 6 kW che funzionano in parallelo e hanno il compito di assicurare, anche con l’ausilio di un accumulo di acqua calda di 1.000 litri, il fabbisogno termico delle abitazioni. L’energia elettrica prodotta viene assorbita dall’edificio e, se eccedente o carente rispetto il fabbisogno istantaneo, “viene scambiata con la rete elettrica in immissione o prelievo”.

Mensilmente, inoltre, sono offerti suggerimenti su come risparmiare sull’energia elettrica, inviati direttamente su pc, smartphone e tablet. Se qualcuno ne è sprovvisto, c’è sempre il “tablet di scala” in cui sono consultabili anche le comunicazioni all’utenza di APES.

Ciò consente di ottenere elevate prestazioni energetiche: tutti gli appartamenti sono in classe A con un fabbisogno energetico medio di 27,34 Kwh/mq/anno. Alla sperimentazione hanno partecipato anche la struttura Enel Ingegneria e Ricerca di Pisa e Mirubee startup del laboratorio per la clean technology di Enel in Spagna.

Efficienza energetica, l’Italia conferma la propria leadership

Roma, 24 Giugno 2016
Articolo di: Guendalina Marra

Abbiamo consumato il 18% in meno rispetto alla media europea grazie a un grande investimento: 28 miliardi di euro in appena otto anni.

L’Italia conferma la sua vocazione in fatto di efficienza energetica. In meno di 10 anni, dal 2007 al 2015, gli italiani hanno investito 28 miliardi di euro in interventi di riqualificazione, che in totale sono stati più di due milioni. Le alle performance per la riduzione degli sprechi e l’efficientamento delle abitazioni sono oggetto del V Rapporto sull’efficienza energetica, stilato da Enea. L’Italia non solo ha sostenuto una filiera da 50 mila posti di lavoro, ma ha contribuito, soprattutto, ad un risparmio generale in termini economici e ambientali.

EFFICIENZA ENERGETICA: L’ITALIA LEADER IN EUROPA

Grazie alla riqualificazione energetica degli edifici sono state risparmiate, dal 2005 al 2015, 10 tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) all’anno. Sono ben 26 i milioni di tonnellate di anidride carbonica che abbiamo tagliato, così come è stata ridotta di tre miliardi di euro la spesa per l’importazione di combustibili fossili.

I dati raccolti da Enea mostrano un’Italia leader in Europa in fatto di efficienza energetica. Il nostro Paese, infatti, ha consumato, dal 2007 al 2015, il 18% in meno di energia rispetto alla media europea. Non solo, ha raggiunto più del 30% dell’obiettivo di risparmio fissato dal Piano d’Azione per l’efficienza energetica, da raggiungere entro il 2020. Il documento, come noto, fissa target sfidanti: meno 8 miliardi sulle importazioni di combustibili fossili, meno 55 milioni di tonnellate di CO2 l’anno, meno quindici Mtep di energia finale annui.

EFFICIENZA ENERGETICA: GLI STRUMENTI DEL SUCCESSO

Per promuovere l’efficienza energetica in Italia, si sono rivelati fondamentali alcuni meccanismi di finanziamento nazionale. Ad esempio i certificati bianchi generati nel 2015 da progetti avviati a partire dal 2005, grazie ai quali sono stati risparmiati 4,75 Mtep all’anno.

Ma anche le detrazioni fiscali dell’ecobonus, destinate agli interventi di efficientamento energetico degli edifici: isolamento termico e sostituzione degli infissi e degliimpianti di riscaldamento inefficienti. Le operazioni di recupero più importanti in questo caso sono state quelle relative all’impiantistica, in primis le caldaie a condensazione che hanno fatto risparmiare 0,88 tonnellate equivalenti di petrolio.

Risultati positivi sono stati raggiunti anche grazie al conto termico: il risparmio complessivo per gli interventi da parte della sola Pubblica Amministrazione è pari a 0,78 Mtep all’anno.

TRASPORTI, RESIDENZIALE E INDUSTRIA I SETTORI PIÙ EFFICIENTI

Nel 2014 i consumi di energia sono stati inferiori del 3,4% rispetto all’anno precedente, per un valore complessivo di 151 tonnellate equivalenti di petrolio. Le performance migliori sono arrivate dal settore industriale che tra il 2007 e il 2014 ha ridotto i consumi di oltre il 30%. Merito anche delle misure introdotte da Enea, come la diagnosi energetica degli edifici aziendali, eseguita in più di 10 mila edifici, la maggior parte appartenenti al settore manifatturiero.

Anche il settore residenziale ha registrato nel 2014 una forte riduzione dei consumi: 25 Mtep, il 15% in meno rispetto al 2013. Gli interventi per la riqualificazione degli edifici hanno vissuto un aumento evidente: nel 2007 il 47% degli investimenti in costruzioni era riservato alle attività di manutenzione energetica. Nel 2015 questo dato è salito al 76,7%.

Infine, per quanto riguarda i trasporti, dal 2007 al 2014 si è ridotto notevolmente l’utilizzo di benzina e gasolio, dal 99% al 95,7%. Il merito è da attribuire sia alla diffusione dei biocarburanti, ma anche alle nuove abitudini della mobilità urbana caratterizzate dal boom di fenomeni come il car e il bike sharing.

IL NORD ITALIA PRIMEGGIA PER EFFICIENZA ENERGETICA

Tra il 2014 e il 2015 la superficie interessata da interventi di riqualificazione energetica realizzati o in fase di realizzazione è stata pari a 855.235 metri quadrati. Le performance migliori arrivano dalle regioni del nord che, come evidenziato nella tabella, sono quelle che hanno sfruttato al meglio le risorse e portato già a termine i progetti.

Sciare, far trekking e climbing sul tetto dell'inceneritore. A Copenaghen sarà possibile

COPENAGHEN, 29.06.2016
Articolo di Pino Bruno

Piste da sci, trekking, climbing sul tetto inclinato (grande sette campi da calcio) della centrale di Amager Bakke. Che a sua volta brucerà 400mila tonnellate di rifiuti ogni anno, producendo energia elettrica e acqua calda per teleriscaldare case e uffici. Senza inquinare.
La pista nera sarà lunga 180 metri, 55 quella blu e 150 quella verde. I danesi, che non hanno montagne sul loro territorio, potranno finalmente sciare a casa loro. Oppure arrampicarsi sulla parete per climbing più alta del mondo, circa 90 metri, passeggiare nella
vegetazione lungo percorsi attrezzati di trekking, godersi il paesaggio e bere un caffè nel bar rifugio in vetta. Dove? Sul tetto dell’enorme termovalorizzatore di Amager Bakke (ARC) a Copenaghen.
Fare sport su un inceneritore? E le emissioni nocive? Sembra assurdo ma i danesi sono figli di Amleto, sfidano le convenzioni con un pizzico di lucida follia urbanistica e architettonica. Nella centrale di Amager Bakke saranno bruciate circa 400mila tonnellate di rifiuti ogni anno, sarà prodotta energia elettrica e acqua calda per teleriscaldare case e uffici e – grazie alle tecnologie di filtraggio adottate – dal camino non usciranno gas nocivi e pure i residui della combustione saranno riciclati per l’edilizia e l’agricoltura.
In Danimarca, va detto, la raccolta differenziata di carta, vetro, plastica e rifiuti elettronici è capillare. Su ogni lattina e bottiglia di plastica si paga il reso e ogni supermercato è dotato di macchine automatiche per il riciclo e il rimborso. Più ricicli, più alto è lo sconto sulla spesa. Si usano gli enzimi per separare il materiale organico dai rifiuti indifferenziati e si ricava biogas anche da carta e cartone, latte e succhi di frutta inutilizzati o scaduti.
La struttura, su una superficie pari a sette campi di calcio, è quasi completata. La centrale e il centro sportivo saranno inaugurati entro l’autunno dell’anno prossimo. Abbiamo visitato il cantiere di domenica e gli operai erano al lavoro. Si fermano ogni giorno alle 19.00 nei giorni feriali e alle 17.00 nei week end e nei giorni festivi, per non disturbare il riposo dei residenti delle centinaia di appartamenti di lusso che distano poche decine di metri. “Non siete preoccupati di vivere così vicini a un inceneritore”? chiediamo a una giovane signora che porta a passeggio i suoi bambini? “Perché mai? Qui in Danimarca ogni inceneritore è monitorato costantemente dall’agenzia per l’ambiente e i dati sulle emissioni sono pubblici, online”. Qui i cittadini si fidano dello Stato e viceversa. Un altro mondo.
L’architetto Bjarke Ingels è orgoglioso della sua creatura che, a suo dire, sarà uno degli impianti più ecologici ed efficienti del mondo, in grado di ottenere il 25 per cento in più di energia dai rifiuti. Le emissioni di NO (ossidi di azoto da combustione) saranno ridotte in modo significativo e ci sarà una riduzione delle emissioni di CO in atmosfera di 100.000 tonnellate. Ogni tonnellata di CO in meno sarà segnalata con un anello luminoso dal grande camino sulla sommità della centrale.
Amager Ressource Center è di proprietà dei comuni di Dragør, Frederiksberg, Hvidovre, Copenaghen e Tårnb, che gestiscono altri
termovalorizzatori. Il fatturato del 2015 è stato di circa 60 milioni di euro, con un bilancio in pareggio, mentre per la costruzione della nuova centrale sono stati investiti più di 600 milioni di euro. Dall’autunno del 2017 il nuovo inceneritore brucerà i rifiuti prodotti da circa 550.000 abitanti e 45.000 imprese e fornirà energia elettrica e teleriscaldamento a circa 150.000 famiglie.
Anche gli undicimila metri quadrati di piste da sci e gli altri impianti sportivi saranno gestiti dal consorzio delle cinque amministrazioni comunali.
Per la loro realizzazione ci sono stati consistenti finanziamenti da parte di alcune fondazioni, a cominciare dalla Nordea. In Danimarca il mecenatismo paga, perché si detrae dalle tasse il 100 per cento dell’importo devoluto.
Con la centrale di Amager Bakke il paese farà un ulteriore passo in avanti verso l’obiettivo del 100 per cento di autosufficienza energetica entro il
2050. I circa trenta inceneritori in funzione già contribuiscono per il 60 per cento e poi ci sono gli impianti eolici. In Danimarca l’ultima discarica è stata chiusa negli anni Settanta. Adesso è un parco visitato dalle scolaresche. Ai ragazzi si racconta quando il paese era devastato dalle discariche che inquinavano le falde acquifere e violentavano la natura. C’era una volta, come il brutto anatroccolo di Hans Christian Andersen che, peraltro, era di queste parti.
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